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Kengiro Azuma – A Great Japanese Artist in Milan

di Cristina Solano

Traduzione di Diego Aquaro

Kengiro Azuma

Kengiro Azuma was an artist other than a brave and wise man, who each day intensely lived his life, taking inspiration from his everyday experiences and from the being away from Japan, his native country. Kengiro Azuma arrived in Milan at the age of 30, in the search for himself and his art, leaving a country devastated from World War II, where he took part, choosing in the end to become a kamikaze, but the destiny didn’t allowed him to be.

Kengiro Azuma, fu un uomo coraggioso, saggio e un artista, che ogni giorno viveva intensamente la sua vita, traendo ispirazione dalle sue esperienze quotidiane e dalla lontananza che il suo Paese natio, il Giappone, gli creava.
Kengiro Azuma arrivò a Milano a trent’anni alla ricerca di se stesso e della sua arte, lasciando
un Paese devastato e traumatizzato dalla Seconda Guerra Mondiale a cui lui stesso aveva partecipato, scegliendo coraggiosamente di diventare un kamikaze, ma che la mutevolezza del destino gli impedì di esserlo.

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After a period of extreme suffering, he understood that the only thing he could do to face up his pain was to devote himself to art, so, in 1949, he decided to begin studies on Sculpture at the University of Tokyo, where he successfully graduated. But before beginning his working career, he felt the necessity to go for a journey in Europe and chose Paris as his destination because in that period, it was still art’s main center of attraction. Right before leaving, he found in a library in Tokyo a monograph about Italian sculptor Marino Marini and this changed all Kengiro’s plans, as he got immediately fascinated from Italian master’s works of art.

Dopo un periodo di estrema sofferenza capì che l’unica cosa che potesse fare per affrontare il suo dolore era quello di votarsi all’arte, così, nel 1949, decise di studiare scultura all’Università di
Tokyo, dalla quale si laureò con successo. Ma prima di iniziare la sua vita lavorativa sentì il
bisogno di fare un viaggio in Europa e scelse Parigi come meta, perché all’inizio degli anni cinquanta era ancora il centro principale dell’arte. Appena prima di partire trovò in una libreria di Tokyo una monografia dedicata allo scultore italiano Marino Marini e questo cambiò tutti i piani di Kengiro che rimase immediatamente affascinato dalle opere del maestro italiano.

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In 1956 he obtained a study grant that allowed him to move to Italy, to Milan, and to attend classes in Brera Fine Arts Academy, becoming a pupil of sculptor Marino Marini, who held the chair of Sculpture during those years. By the time, his relation with Master Marini got stronger, creating a bound of esteem and trust, to the point that Kengiro became his assistant. So, the Japanese artist decided to move no more from Milan and to continue his artistic career in Italy.

Nel 1956 ottenne una borsa di studio che gli permise di trasferirsi in Italia, a Milano, e di compiere i suoi studi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, diventando così allievo dello scultore Marino Marini, che in quegli anni deteneva una cattedra di scultura.
Con il tempo il suo rapporto con il Maestro Marini si intensificò creando un legame di stima e fiducia, tanto che Kengiro ne diventò suo assistente.
Così l’artista giapponese decise di non spostarsi più da Milano e di proseguire la sua carriera artistica in Italia.

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His creative work comes from the spiritual research he constantly looked for through the observation of nature (that he defines as “his real life-teacher”), through the Zen education he got while living in Japan (as, in fact, his family practiced Zen disciplines since ever) and through the homesickness about his country of origin. These elements brought the sculptor to open a philosophical debate on the principles that constitute the concept of the opposite, particularly on the relation occurring between full and empty. In fact, the full cannot exist without the empty and vice versa; a concept applied to everything. His drop-shaped sculptures, called “Mu” (meaning “empty” in Japanese language), show his continuous and constant artistic research, further representing the passing of time, comparing life with a tiny water drop falling down, demonstrating how time could be relative.

Il suo lavoro creativo nasce dalla ricerca spirituale che l’artista ha costantemente compiuto, tramite l’osservazione della natura, che lui definisce “la sua vera maestra di vita”; tramite gli insegnamenti zen che ha imparato quando era in Giappone, infatti la sua famiglia da sempre praticava le discipline zen; e tramite il sentimento di nostalgia che ha sviluppato e sublimato con la distanza dal suo Paese d’origine.
Questi elementi hanno fatto sì che lo sculture aprisse un dibattito filosofico sui principi che costituiscono il concetto di opposto, in particolare sul rapporto che intercorre tra vuoto e pieno. Infatti il pieno non può esistere senza il vuoto e viceversa, e così come per tutte le cose.
Le sue sculture a forma di goccia, chiamate “Mu” (vuoto in giapponese), mostrano la sua continua e costante ricerca artistica, inoltre rappresentano lo scorrere del tempo e paragonano la vita ad una minuscola goccia d’acqua che cade, dimostrando quanto il tempo possa essere relativo.

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The great Japanese artist passed away last 15th of October 2016 in his affectionate house in Bovisa, in Milan, where he always lived and worked.

Il grande artista giapponese è scomparso lo scorso 15 ottobre 2016 nella sua affezionata abitazione in Bovisa, a Milano, dove ha sempre vissuto e lavorato.

lanfranchi