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Rie Nakajima e Pierre Berthet, “Dead Plants and Living Objects”

di Cristina Solano

Foto di Cristina Solano

22 giugno 2016 | da www.giapponeinitalia.org

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Mercoledì 8 giugno 2016, allo spazio O’ di Milano, in via Pastrengo 12, si è tenuta la performance, con installazione, site specif dei due artisti Rie Nakajima e Pierre Berthet: Dead Plants and Living Objects.

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La prima cosa che si nota entrando nel luminoso spazio espositivo dell’associzione no profit per le ricerche artistiche O’, sono gli oggetti disseminati per tutto il pavimento. Oggetti che arrivano dall’uso comune, come tazzine, fischietti, scatole di latta, aspirapolveri, spugne, piatti, coperchi, ma anche materiali provenienti dalla natura, come foglie essiccate, conchiglie, sassi, legnetti. Dopo un primo sguardo, subito si nota che alcuni di essi sono assemblati tra di loro, creando delle particolarissime composizioni e che sparsi tra questi si trovano dei piccoli marchingegni dotati di motorini o molle.
Il pubblico viene lasciato libero di mettersi a proprio agio attorno allo spazio occupato dall’installazione e così ha inizio la performance. I due artisti, la giapponese Rie Nakajima e il belga Pierre Berthet, iniziano a interagire con gli oggetti, muovendoli tra di loro e accendendo i vari meccanismi cinetici, così la sala silenziosa, comincia a riempirsi di vari suoni. Inizialmente sono suoni molto leggeri, tintinnii, vibrazioni, ticchettii, che creano un effetto molto rilassante ed equilibrato, ma poi la situazione cambia. Dopo un breve momento di silenzio l’atmosfera diventa molto più profonda e insinuante e un suono basso e intenso, creato dal movimento di un piccolo ventilatore appeso a dei fili collegati a dei grossi barattoli di latta sospesi, si trasforma nel’elemento principale del concerto. A questo si aggiungono nuovamente i suoni creati dall’interazione degli oggetti e dei motorini, ma anche il fischiettio lungo e trascinante di Berthet.

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Man mano che la performance prosegue, le composizioni sonore diventano sempre più complesse e musicali. A volte assumono toni molto caldi e avvolgenti, quasi fossero tangibili e si appoggiassero sulla pelle, a volte invece diventano disturbanti e discordanti e inaspettatamente si trasformano in lamenti e urla.
Così l’ambiente viene impregnato da una serie di reminiscenze e di sensazioni, che si alternano tra momenti di rilassamento e momenti di fastidio, e il pubblico non può fare altro che lasciarsi trascinare e sfiorare dai suoni che lo avvolgono.

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Rie Nakajima e Pierre Berthet creano un perfetto ponte di comunicazione tra le loro ricerche artistiche, perchè entrambi esprimono la loro percezione del reale attraverso il rapporto che si crea tra se stessi, il suono e gli oggetti.
Gli oggetti sono parte fondamentale della vita di tutti i giorni, sono utili anche quando sono inutili e vivono insieme a noi e grazie a noi. E anche le cose hanno una voce, noi siamo abituati a sentirla sempre, senza farci troppo caso.

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Il bello del lavoro di Rie e Pierre è proprio questo sentimento di comprensione della voce degli oggetti e dei luoghi in cui si trovano. Ecco perchè nelle loro performance, che non sono studiate ma improvvisate, i due artisti sanno capire quando farli cantare o parlare o urlare, così il luogo e gli oggetti altro non diventano che un unico corpo che respira e porta avanti le sue funzioni vitali.

O’www.on-o.org

Rie Nakajimawww.rienakajima.com

Pierre Berthetpierre.berthet.be/?lang=en